Intervista di Manuela Sanson, Volontaria
Foto: Roberto Melis
La celiachia non avvisa, arriva inaspettata, anche se spesso ci manda segnali che difficilmente riconduciamo alla malattia, come nel caso di Roberto Melis, neo diagnosticato nel 2025 all’ età di 43 anni.
Come hai reagito quando hai scoperto di essere celiaco?
Inizialmente ho avuto un periodo di smarrimento e sconforto, con l’impressione che mi stesse cadendo il mondo addosso, dovuto anche (o forse soprattutto) alla successiva diagnosi di osteoporosi ed una (per fortuna lieve) ipoacusia, probabilmente anch’essa dovuta alla celiachia.
Per i primi mesi mi sono sentito come una palla da biliardo che carambolava tra gli ospedali tra terapie ed esami diagnostici. Non è stato facile.
Cosa ti manca di più rispetto a prima?
Sono sempre stato un amante della cucina mediterranea, con una particolare preferenza per quella emiliana e per la pizza, cosa che non doveva mai mancare almeno una volta a settimana. Dopo la diagnosi, un po’ spaventato, ho istintivamente fin da subito cercato di correggere la mia alimentazione in modo sano, per cercare in qualche modo inconscio di riparare i danni provocati dalla celiachia, non solo evitando il glutine come la peste ma cercando di mangiare molta frutta e verdura fresche e legumi, eliminando per quanto possibile fast food e cibi industriali.
Come ti senti oggi?
A distanza di più di un anno posso dire di aver assorbito il colpo. La dieta deglutinata ha avuto i suoi effetti positivi, sicuramente moltiplicati da un’alimentazione generalmente più sana. Il risultato è quello di percepire tanta energia in più e un miglior umore rispetto ai periodi precedenti la diagnosi, più in generale un miglioramento della vita grazie anche alla praticamente totale scomparsa dei sintomi causati dalla celiachia (mal di testa frequenti, problemi intestinali, episodi di orticaria).
Come sei riuscito a reagire?
La diagnosi è stata come ricevere una sberla in faccia, e la vivo ora come un ammonimento: non sono invulnerabile, devo aver cura del mio corpo e approfittare dell’opportunità che ho avuto: la vita. Ma soprattutto ho la consapevolezza che questa, nella lotteria delle fatalità, non è il peggio che potesse capitarmi!
La mia famiglia, e mia moglie Giada, che ringrazio, mi hanno supportato in modo esemplare. Grazie inoltre ad alcune letture, tra i quali i libri di Tony Robbins, sto vivendo un momento di rinascita.
Ho ripreso lo sport. Fin da bambino ho praticato il nuoto amatoriale, ed ora ho ripreso gli allenamenti in piscina perché sono intenzionato a partecipare alla Traversata del Lario (a nuoto), da Onno a Mandello del Lario. Questo mi farà sentire nella cerchia stretta delle poche persone disposte ad affrontare una tale sfida!
Ho sempre subito il fascino del mare, della nautica, e ho deciso di dar sfogo a questa passione iscrivendomi a un corso per conseguire la patente nautica.
Pensi che la tua testimonianza possa essere d’aiuto?
Se con questa intervista sarò riuscito a infondere un po’ di entusiasmo e determinazione anche a una sola persona colpita da uno spiacevole imprevisto della vita, allora non l’avrò fatta inutilmente.
Voglio concludere citando il suggerimento di un personaggio, fonte per me di grande ispirazione, Bud Spencer: “Catch your freedom anyway!”
Roberto disputerà il 12 luglio la traversata del Lario (LC), 3Km a nuoto (andata e ritorno). Forza Roberto, sei tutti noi!!