Riso integrale

Scheda redatta dalla dietista Lavinia Cappella con la collaborazione di Elena Sironi  

Nome: per il riso comune, Oryza sativa; per il riso selvatico, Zizania, tra cui le specie più conosciute e usate per il consumo umano sono Zizania acquatica e Zizania palustris. 

Indice

Varietà

Il termine “integrale” si utilizza per indicare il riso che è stato sottoposto alla sola sbramatura, processo di lavorazione che ha lo scopo di allontanare lo strato più esterno del chicco.

Il riso integrale più consumato appartiene alla specie Oryza sativa, che comprende due sottospecie, la indica e la japonica, come descritto nella scheda del riso bianco https://lombardia.celiachia.it/consiglio-nutriziona/riso-bianco/

I risi integrali della specie Oryza Sativa più conosciuti sono i seguenti:

  • riso nero: esiste di diverse varietà, tra cui il riso nero Thai, coltivato in Thailandia e caratterizzato da chicchi lucidi e carnosi, con un tipico sapor nocciola e il riso Venere, coltivato principalmente in Italia. Quest’ultimo è iscritto al registro nazionale dell’Ente Risi del MIPAAF dal 1997, con il nome di “Venere”. Nel 2016 vennero iscritte altre due varietà: Nerone e Artemide.
  • riso rosso: ne esistono diversi sottotipi,tra cui il riso rosso integrale biologico, il riso rosso della Camargue (originario del sud della Francia, particolarmente pregiato), il riso rosso Thai della Thailandia e il riso rosso Java dell’Indonesia. Dal sapore intenso e tipicamente dolciastro, è caratterizzato da un chicco medio-lungo e di colore rosso rubino, con un cuore interno bianco.

I risi integrali delle specie Zizania (riso selvaggio) più conosciuti sono i seguenti:

  • Zizania acquatica o più semplicemente “wild rice” (in inglese, riso selvaggio).
  • Zizania palustris, originaria dell’estremo Nord degli Stati Uniti e del Canada, viene in genere chiamata “northern wild rice” (riso selvaggio del Nord)

Origine

  • Riso Venere: ha origine a Vercelli, nel 1997. L’idea di questo riso nasce nel Centro Ricerche della cooperativa sementiera Sapise, incrociando un seme di varietà padana, molto resistente e una varietà nera orientale, ricca di sostanze nutritive. Questo riso viene coltivato esclusivamente in Piemonte, e in Sardegna.
  • Riso rosso: di origine orientale, nato come incrocio naturale di alcune varietà di riso, è coltivato in diverse regioni del mondo. In Italia si trova soprattutto nella zona di Vercelli, ma anche nella pianura Padana.
  • Zizania (riso selvaggio): ancora poco conosciuta in Europa e poco reperibile sul mercato italiano. È coltivata prevalentemente in Canada e nelle zone atlantiche e settentrionali degli Stati Uniti, poiché, a differenza del riso, che cresce in climi caldi a temperature pressoché costanti, la zizania predilige temperature più fresche o addirittura rigide.

Stagionalità

Identica a quella del riso bianco. La raccolta avviene da metà settembre sino ai primi giorni di novembre. Dopo la raccolta, i chicchi di riso sono conservati in silos ed essiccati artificialmente per renderli reperibili sul mercato tutto l’anno

Informazioni nutrizionali

  • Porzione consigliata

Per gli adulti la porzione consigliata di riso corrisponde a 80 g (pesato crudo e al netto degli scarti).

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  • Macro e micronutrienti:

    Da un punto di vista nutrizionale, il riso integrale mantiene le parti più esterne del seme, ricche di fibra, acidi grassi essenziali, minerali, vitamine e di tutti quei composti bioattivi, quali per esempio i polifenoli, preziosi alleati nella prevenzione delle malattie croniche.

    Il riso integrale apporta una quota molto alta di ferro, calcio, fosforo ed è ricco di vitamina E.

    Le proteine presenti nel riso integrale hanno un buon valore biologico perché contengono quasi tutti gli otto aminoacidi essenziali, così chiamati perché non prodotti dal nostro corpo e quindi da introdurre necessariamente con l’alimentazione.

    Grazie al maggior contenuto di fibra, il riso integrale ha un medio-basso indice glicemico. La fibra, inoltre, metabolizzata dal microbiota intestinale, è trasformata in acidi grassi a catena corta, che promuovono un maggior senso di sazietà.

    Nel riso nero si trovano elevate quantità di antocianine, pigmenti rosso e viola, presenti naturalmente anche in vari frutti e vegetali, che vantano proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Queste sostanze sono in grado di attivare i meccanismi di difesa dell’organismo, per questo il riso nero sembra possa avere benefici sul controllo dello stress ossidativo, ovvero sulla regolazione dei radicali liberi.

Consigli e curiosità

  • La maggior presenza di acidi grassi insaturi, ovvero grassi buoni, del riso integrale rispetto al riso bianco fa sì che sia più soggetto a irrancidimento e per questo sia più delicato. Va conservato in involucri sottovuoto e va consumato in tempi più brevi rispetto al riso bianco.
  • Molti studi hanno sottolineato che al consumo di cereali integrali, tra cui il riso, si associa una riduzione del rischio per malattie croniche, inclusi alcuni tipi di tumore, tra cui quello al colon e ad altri organi digestivi, alla mammella e alla prostata. Per i risi rossi e neri, inoltre, studi condotti per ora solo su modelli animali, hanno dimostrato che le antocianine riducono l’insorgenza di placche aterosclerotiche, la principale causa di ischemia coronarica.
  • La cottura del riso integrale deve essere fatta con attenzione, in maniera tale da non perdere le proprietà nutritive dei chicchi. Prima della cottura, è consigliato sciacquarlo sotto l’acqua corrente per liberarlo dalle impurità. La cottura del riso integrale per assorbimento è quella da privilegiare. Di solito si impiegano circa 40-50 minuti, anche fino a un’ora per il selvaggio, perché è resistente alla penetrazione dell’acqua e del calore. In pentola a pressione i tempi di cottura si riducono a 20 minuti.
    Un altro ottimo metodo è la cottura pilaf. Dopo aver fatto tostare il riso integrale in padella (passaggio non necessario), si copre con acqua o brodo e si trasferisce in forno a 200 °C per circa 30 minuti. Anche con questo metodo, che determina il consumo dell’acqua o del brodo lentamente, si conservano tutte le proprietà nutritive del riso.
  • Il riso rosso e il riso rosso fermentato hanno nomi simili, ma sono due alimenti completamente differenti. Il primo è usato a scopo alimentare e deve il suo colore agli antociani che, come già scritto, sono molecole antiossidanti, presenti anche nei frutti di bosco e in tutti i frutti ed ortaggi a colorazione rosso-viola. Il secondo, si ottiene dallainvece, è riso comune che deve il suo colore alla fermentazione compiuta dal batterio Monascus pupureus, ed è usato per produrre un integratore alimentare utile ad abbassare il colesterolo nel sangue.
  • In commercio esiste anche il riso rosa Java, che è il riso rosso Java raffinato, cioè sottoposto a operazioni di sbiancatura.
  • Le pietanze da realizzare con il riso integrale sono innumerevoli. Aggiungendo condimenti di carne, verdure o pesce si possono ottenere zuppe, insalate, primi piatti e pietanze cotte al forno davvero succulente. Il risotto è una delle poche portate per cui il riso integrale si presta meno poiché i chicchi tendono a restare distaccati tra loro e non si amalgamano bene neppure con i condimenti.
  • Esiste in commercio il riso integrale germogliato detto riso GABA (da: acido gamma ammino butirrico). Inventato durante “l’Anno Internazionale del Riso” nel 2004 ha un profilo nutrizionale migliore rispetto a tutti gli altri risi. La germogliazioneprima della cottura, infatti, determina un aumento significativo della concentrazione di amminoacidi liberi e di acido gamma ammino butirrico (GABA); il riso GABA è più dolce rispetto al riso e al riso integrale, per questo si può mangiare sia da solo che condito a piacere.  Il riso GABA si trova in commercio, ma può essere fatto anche in casa e si ottiene ammollando i semi integrali per circa 20 ore in acqua a 34°C prima della cottura. L’ammollo in acqua attiva gli enzimi e, quindi, la germinazione. Grazie all’azione bio-regolatrice di questi ultimi è quindi possibile godere di un profilo aminoacido e vitaminico più completo.

Il riso GABA fatto in casa si può conservare in frigorifero e consumare in 3-4 giorni, oppure, se essiccato in forno, si può conservare in un vaso, in un sacchetto per alimenti o sottovuoto. Il riso germinato ed essiccato cuoce in circa 25-30 minuti.

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