Cicerchie

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Scheda redatta dalla dietista Giulia Torchitti con la collaborazione di Elena Sironi

Nome scientifico: Lathyrus sativus

Indice

Caratteristiche generali

La cicerchia è il seme di una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminosae (o Fabaceae). I semi, schiacciati e di forma irregolare, poco più grandi dei piselli e di colore bianco-grigio o giallo opaco, sono contenuti in baccelli.

Varietà

Concentrandosi sull’Italia, ci sono diverse varietà, tra cui una delle più conosciute è la Cicerchia di Serra de’ Conti, coltivata nelle Marche, con semi piccoli e spigolosi e colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro maculato.

Altre varietà autoctone sono: la Cicerchia dell’Altopiano di Navelli (AQ); la Cicerchia di Anacapri (NA); la Cicerchia di Frigento (AV); la Cicerchia di Campodimele (LT) e la Cicerchia della Murgia (BA).

Nonostante ciò, sono ancora un legume poco diffuso in Europa. In Italia il consumo è limitato ad alcune regioni come Toscana, Lazio, Molise, Puglia, Abruzzo, Marche e Umbria.

Origine

Originaria del Medio Oriente, è molto resistente alla siccità e può essere coltivato anche in zone con clima fortemente arido e terra poco fertile garantendo rese abbondanti.

Stagionalità

La raccolta avviene tra fine luglio e inizio agosto. Tuttavia, le cicerchie si trovano in commercio principalmente secche, e, anche se meno facili da reperire, in scatola o sottoforma di farina (di cui controllarne sempre l’idoneità). L’odore, a crudo, è simile a quello del pisello e il sapore è un misto tra fava e pisello.

Informazioni nutrizionali

  • Porzione consigliata: per l’adulto la porzione consigliata è di 150 g di legumi freschi e 50 g di legumi secchi.
  • Macro e micronutrienti: Le cicerchie, come tutti i legumi, hanno un buon contenuto di proteine vegetali a medio valore biologico, un buon contenuto di carboidrati complessi, un basso contenuto di grassi e un significativo contenuto di fibre. Inoltre, le cicerchie contengono discrete quantità di calcio, fosforo, potassio e ferro, minerali utili all’espletamento di molte funzioni nel nostro organismo, e vitamine del gruppo B. Le cicerchie, però, contengono anche diversi fattori anti-nutrizionali; questi possono essere eliminati effettuando, prima della cottura, con un ammollo di 24 ore in acqua tiepida, cambiando uno o due volte l’acqua. Questo procedimento sarà necessario solo in caso di utilizzo del prodotto secco, in quanto quelle in scatola risultano già precotte.

Consigli e curiosità

  • Il loro consumo è stato a lungo sconsigliato a causa di una neurotossina presente in bassissime quantità. Non ci sono in realtà reali problemi nel consumo delle cicerchie. L’effetto negativo, infatti, si espleterebbe solo a fronte di un consumo giornaliero sostenuto. Se il consumo è occasionale, in alternanza agli altri legumi, come di norma avviene, si sfruttano solo gli effetti positivi del legume.
  • Originariamente questo legume conteneva un composto amaro che costringeva a lunghi processi di bollitura o macerazione prima di consumare il prodotto. Con il tempo sono state selezionate varietà della pianta prive di questo principio, quindi più dolci.
  • Un antico detto dice: ”Sei come una cicerchia”, nel senso che non vali niente, perché era il cibo che mangiavano i contadini quando non avevano niente di alternativo con cui sfamarsi.
  • Siccome le cicerchie secche necessitano di lunghi tempi di ammollo e di cottura, la loro preparazione può risultare impegnativa. Un suggerimento, quindi, è di acquistarle decorticate, cioè, private della buccia esterna, perché non necessitano di ammollo – è sufficiente sciacquarle sotto l’acqua corrente per eliminare eventuali impurità – e richiedono tempi di cottura più brevi. Se si usano secche, invece, il consiglio è di prepararne una quantità maggiore e surgelarle, così da averle pronte al consumo.
  • I piatti tradizionali a base di cicerchia sono per lo più caldi, come zuppe, puree o condimenti per la pasta, perché, raccolto in estate, veniva poi conservato come cibo per l’inverno. Le cicerchie, però, possono essere utilizzate anche in piatti freddi come le insalate.

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