
Faccio parte di Aic come socia da 7 anni e come volontaria da 3 anni.
Ho conosciuto l’associazione tramite le dietiste dell’ospedale Policlinico di Milano. Ero spaventata e frastornata. Non conoscevo nulla della celiachia perché era il primo caso in famiglia.
Mi impegno a mettere a disposizione dell’associazione una parte del mio tempo libero per informare sulla celiachia e come volontaria sul territorio per organizzare eventi e creare una rete di supporto locale.
L’associazione è stata , ed è , un punto di riferimento per me per conoscere e rimanere informata sulla celiachia ( app Aic, strumento essenziali per conoscere i prodotti sicuri, grazie ai corsi di cucina e i programmi di educazione alimentare , attraverso i corsi di formazione e gli incontri con le dietiste)
Aic tutela i diritti dei celiaci a livello istituzionale e per me è molto importante il progetto Alimentazione Fuori Casa che si occupa della formazione dei locali della ristorazione.
Mi ha dato la possibilità di conoscere persone straordinarie e di trovare la consapevolezza di non essere sola e il calore di una comunità che condivide le stesse sfide quotidiane.
Essere referente Aic significa essere un supporto per i volontari del territorio, essere un punto di riferimento per i celiaci e le loro famiglie, nella mia zona.
Sono diventata referente perché credo fortemente nell’associazione, nel suo operato, e perché vorrei dare un contributo più concreto come volontaria.
Un episodio significativo è stato il mio primo desk informativo, sentir dire “che bello che ci siete ” è uno stimolo per fare e fare meglio
Le persone hanno bisogno di sapere che non sono sole.
Il posto del cuore della mia provincia è la mia cittadina , raccolta ma accogliente, curata e… molto verde con animali al pascolo come una volta!
La mia ricetta senza glutine preferita del territorio sono gli Sciatt: croccanti frittelle tonde al grano saraceno con un cuore di formaggio fuso, servite su un letto di cicoria.